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Apprendistato stagionale nel turismo, riforma 2011

Le aziende turistiche italiane occupano ogni anno una media di circa 62 mila apprendisti, con un picco massimo di 80 mila tra luglio ed agosto ed un valore minimo di circa 55 mila da novembre a febbraio. In prima approssimazione, si può dunque stimare che nelle attività turistiche operino circa 35 mila apprendisti stagionali.

In ciascuna azienda sono mediamente occupati 0,39 apprendisti, con valori che oscillano stagionalmente tra 0,38 (febbraio) e 0,45 (luglio), a fronte di un organico aziendale che ha una dimensione media pari a 5,86 dipendenti, con oscillazioni tra un minimo di 5,57 ed un massimo di 6,26. La Regione con il maggior numero di apprendisti occupati nel settore turismo è la Lombardia, con una media di circa 10 mila apprendisti.

Ai sensi del comma 5 dell’articolo 4 del testo unico dell’apprendistato, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 28 luglio 2011: “Per i datori di lavoro che svolgono la propria attività in cicli stagionali i contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono prevedere specifiche modalità di svolgimento del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato“.

Nel settore turismo, un ulteriore valore aggiunto sarà costituito dal fatto che molti tra gli apprendisti stagionali sono allievi delle scuole alberghiere che durante le vacanze scolastiche maturano le prime esperienze lavorative. L’apprendistato stagionale consente infatti di realizzare un’effettiva alternanza tra scuola e lavoro in favore dei giovani che frequentano i percorsi dell’istruzione secondaria superiore e dell’istruzione e formazione professionale.

Questo intervento si propone di leggere il nuovo scenario alla luce delle soluzioni contrattuali ed amministrative adottate in vigenza della precedente normativa, che godono buona probabilità di essere confermate, anche in considerazione del fatto che non sono mutate le condizioni giuridiche e socio economiche che hanno indotto le amministrazioni e le parti sociali ad assumere determinati orientamenti.

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